L’Adamo
di Lorenzo Albertini , Vittorio Paolini , Lorenzo Russo
Quello che state vedendo non rappresenta un tema legato ad un preciso ambito scientifico. È ben altro. È un’opera che raccoglie in sé tutte le conquiste scientifiche, tutti gli spazi dello scibile conquistati dall’uomo. L’opera rappresenta una conquista. La conquista dell’uomo, Il suo cammino e la sua storia. La storia dell’uomo, che grazie alle sue possibilità conoscitive e al suo porsi di fronte alle cose riesce a raggiungere l’acme della sua potenza e del suo dominio. E questo culmine coincide con lo scatenarsi della tecnica. È appunto la tecnica l’elemento fondativo della nostra opera. La meta finale del cammino adamitico. L’esito di tutti i trionfi.
E Il martello a forma di T rappresenta appunto questa meta. L’opera prende poi il nome del primo uomo perché il cammino che tende verso la tecnica è continuo superamento di se stessi. Quindi continua rigenerazione.
Complessivamente questa concezione diveniente dell’uomo che tende verso una sostanza soprasensibile richiama alla concezione dell’uomo in 2001: Odissea nello Spazio. Infatti il modello di riferimento da tener presente è il film di Kubrick. E visto che il modello è pieno di interpretazioni, anche la nostra opera è strutturalmente una costruzione di significati e di interpretazioni.
Docenti: Luca Scaglione , Massimo Crivello
Scuola: Liceo XXV Aprile di Pontedera – Pisa
In mostra nella tappa:
- Pisa 2022