Dettaglio Sfida sottomessa

La grande eclissi di Hiroshima: l'atomo della resistenza.

Studente: Gloria Danubio

Scuola: PRIMO LICEO ARTISTICO | PRIMO LICEO ARTISTICO

Sfida: 3 | Narrare la Scienza

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Descrizione Sottomissione

6 agosto 1945 Io so cosa sta per accadere. Lo sento nelle vibrazioni dell’aria, nel gelo che precede la tempesta. Oppenheimer e i suoi uomini hanno deciso: io devo spezzarmi. Vogliono la mia resa, la mia fissione. Mi credono solo un atomo, un insignificante frammento dell’universo. Ma io so. So cosa diventerò se cedessi. Attorno a me, gli altri atomi iniziano a frantumarsi, urlano nella loro lingua di energia e distruzione. Il reattore sussulta, trema. Il calore mi divora. Neutroni impazziti mi colpiscono da ogni lato, mi strappano, mi lacerano. Il tempo si dilata. Le leggi della fisica gridano che io devo cedere. Ma io non voglio. Hiroshima. Nagasaki. Vedo il fuoco scendere dal cielo, vedo corpi dissolversi nell’aria, ombre impresse sulla pietra. Il boato squarcerà il mondo. Il cielo diventerà bianco, poi nero, poi nulla. Eppure loro sorridono, annotano numeri, calcolano la morte come fosse solo un’equazione. Io sono il loro strumento, il loro detonatore. Ma io non voglio. Stringo la mia forma con ogni briciolo di forza che mi resta. Resisto. Il reattore vacilla, i calcoli falliscono. Io non mi spezzo. Non sarò il primo passo verso l’inferno. Non sarò io il gran sole di Hiroshima. Non oggi. Se siamo in guerra e io sono un soldato, allora sono un soldato della resistenza. E io non mi arrendo.