Dettaglio Sfida sottomessa

Il virus che voleva amare

Studente: Rebecca Marino

Scuola: L.C"V.EMANUELE II-GARIBALDI" NAPOLI- | L.C"V.EMANUELE II-GARIBALDI" NAPOLI-

Sfida: 3 | Narrare la Scienza

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Caro diario, ho sempre vissuto viaggiando tra corpi sconosciuti, senza mai fermarmi. Ero invisibile, un ospite indesiderato che nessuno voleva accogliere. Un virus pericoloso di cui tutti avevano paura. Mi ero sempre sentito molto solo, non avevo uno scopo. Finché ho trovato lei. Lia. Il suo respiro mi ha accolto dal primo istante, la sua dolcezza mi ha legato a lei. Grazie a Lia, per la prima volta, ho sentito il desiderio di restare. Mi ero finalmente innamorato e quella ragazza non aveva paura di me, anzi, era l’unica che riuscisse a vedermi. L’ho notata subito: rideva spesso, era solare, vivace. La più bella che avessi mai visto. Così sono rimasto. Presto, però, ho capito che il mio amore era veleno per lei. Ha iniziato a tremare, il suo corpo si riscaldava sempre più, la tosse la tormentava. Cercava di combattermi, di mandarmi via. Ogni suo sforzo di liberarsi mi rendeva più debole. “Sto male, non ne posso più!” sussurrava, mentre il suo respiro si faceva più pesante e lacrime le solcavano il viso. Non volevo lasciarla, ma sapevo che, restando, l’avrei distrutta. Io ero il male che la stava consumando. Così, mio diario, oggi, con il cuore spezzato, l’ho lasciata andare. L’ho vista respirare meglio, sorridere e il rosa è tornato sulle sue guance. Io l’amavo, ma ho capito che amare non è trattenere, è sapere quando andare via per non far soffrire chi si ama.