2nd edition 2018-2020

2nd edition 2018-2020

La nostra lente gravitazionale

di Mariapia Marino , Claudia Grimaldi , Matilde Domenica Curti

LA NOSTRA LENTE GRAVITAZIONALE
Dimensioni: 1.20m x 80cm x 15cm

Si chiama materia oscura, ed è una sostanza così inafferrabile che nemmeno siamo certi che esista. Gli indizi indiretti della sua presenza sono numerosi. Ad oggi sappiamo che la materia oscura è un’ipotetica componente di materia che non emette radiazioni elettromagnetiche e che è attualmente rivelata in modo indiretto solo attraverso i suoi effetti gravitazionali.
Pochi anni fa alcuni scienziati sono riusciti a scattare una foto riguardante questo fenomeno. Tutto ciò ci affascina molto, per cui abbiamo deciso di rappresentare uno dei suoi effetti:
LE LENTI GRAVITAZIONALI.
Esse sono un mezzo straordinario che ci ha messo a disposizione la natura, sono in grado di creare effetti ottici che deformano le immagini.
La materia esercita un’attrazione gravitazionale che agisce anche sulla luce, curvandone il cammino. La luce non ha un peso, ma ha energia e su di essa agisce la gravità.
Questo fenomeno e paragonabile ai miraggi che avvengono nel deserto anche se lì i raggi luminosi si piegano perché attraversano strati d’aria con temperatura e densità diverse.
Per questo motivo può apparire l’immagine di un’oasi là dove invece c’è, per esempio, solo sabbia. Questo effetto prende il nome di: miraggi cosmici.
Capita che durante l’osservazione del fenomeno si vedano due figure apparentemente uguali, una accanto all’altra, in realtà l’immagine vera è una mentre l’altra è l’immagine stessa deviata dagli effetti gravitazionali.
Come una lente ottica normale anche questa ingrandisce le immagini, le ruota e le distorce non focalizzando in un solo punto i raggi che la raggiungono.

La lente gravitazionale è una distribuzione di materia, come una galassia o un buco nero, in grado di curvare la traiettoria della luce in transito in modo analogo a una lente ottica. Questo fenomeno dipende infatti da come noi siamo allineati con le sorgenti lontane infatti la materia esercita un’attrazione gravitazionale che agisce anche sulla luce, curvandone il cammino.
I buchi neri si formano dal collasso gravitazionale di stelle massicce, così dense che la loro luce non può fuggire all’attrazione gravitazionale, vederli direttamente è impossibile. L’unica possibilità è quella di studiare gli effetti del campo gravitazionale intorno a loro.

Con le poche fonti trovate e studiate che riguardano questo argomento, abbiamo deciso di rappresentare una nostra visione, progettando un’opera a tutto tondo. Il manufatto è costituito da un pannello in legno di compensato spesso 4mm, su quale abbiamo disegnato l’ellisse, tramite una costruzione geometrica con l’ausilio di squadrette, matite e compasso. Dal pannello, con l’uso della sega a nastro e del seghetto alternativo è stato esportato il materiale in eccesso. In seguito abbiamo praticato dei fori interni alla superficie con l’ausilio chiodi e martello in modo da facilitare il taglio fatto con il seghetto da traforo manuale. Con quest’ultimo strumento abbiamo creato gli incastri di alcuni elementi rappresentativi (sfera e CD). In seguito abbiamo levigato i bordi e la superficie del pannello, con la carta vetro, in modo da renderle la superficie liscia. Con la tinta madre nera abbiamo dipinto la superficie dell’ellisse sulla quale tramite l’uso di uno spazzolino sono stati realizzati schizzi di pittura al fine di rappresentare l’universo stellato.
Sul pannello sono inseriti i seguenti elementi rappresentativi:
Un cono ottenuto da un cartone arrotolato, stuccato, rifinito e dipinto con pennelli e colori acrilici. Alla base di esso abbiamo inserito un disco di pistolegno che attraverso le sue sfumature di colore rievoca l’immagine di un buco nero.
Il cono, una volta realizzato, è stato tagliato verticalmente in due metà in modo da incastrarlo su un lato del pannello.
Quest’ultimo rappresenta il buco nero cioè una sorgente di onde radio che emette materia.
Sul lato opposto c’è un altro elemento, la sfera in plastica, su di essa sono stati dipinti (internamente) i due emisferi terrestri.
Al centro di questi due elementi abbiamo posizionato un CD che rappresenta una galassia che funge da lente di ingrandimento proiettando il buco nero, visibile sulla terra solo attraverso una rete di radio telescopi.
Al sostegno del pannello abbiamo costruito da una base in plexiglas, formata da due trapezi con un taglio centrale dove è stato incastrato l’ellisse.

“La mente umana non è capace di afferrare l’universo. Siamo come un piccolo bambino che entra in una enorme libreria. I muri sono coperti fino ai tetti con libri di diverse lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto questi libri. Non si sa chi o come. Non si capisce la lingua in cui essi sono stati scritti. Ma che non può essere compreso, ma solo timidamente sospettato”.
-Albert Einstein

Docenti: Giovanna Panza

Scuola: – Napoli

In mostra nella tappa:

  • Napoli 2021

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